Il nome gli deriva dal fatto che è costituito dall'unione di 5 villaggi, esattamente San Paolo, Sant'Elia, San Demetrio, San Lorenzo e San Nicola.
Questo centro, a lungo conteso dai feudatari, più volte distrutto e sempre riedificato, fu dotato di solide mura che resero possibile la resistenza ai francesi guidati dal generale Cavaignac (1809). Raggiunse l'autuonomia comunale nel 1806. Subì anche numerosi danni a causa dei sismi, in modo particolare dal terremoto del 1783.
Nelle sue chiese è contenuto in massima parte il suo patrimonio artistico. Nella Collegiata di San Michele è con servata una statua marmorea di Santo Stefano (XVII secolo). La Chiesa Madre e la chiesa del Rosario esibiscono stupende porte lignee intagliate da un ignoto artista locale.
Sempre nella Collegiata di San Michele, ricostruita dopo il terremoto seguendo le architetture originali, sono conservati un cippo di granito (secolo XVII) sul quale, nella pubblica piazza, venivano un tempo costretti i debitori insolventi. Nella chiesa del Carmine è custodita una tela di D. Augimeri di San Rocco e un crocefisso ligneo risalente a XVIII secolo.In seguito a ritrovamenti ar-cheologici si ritiene che nella zona sorgesse la colonia locrese di Mossatto, in epoca greca.
Grazie ai suoi oliveti e boscheti l'economia è fiorente. La lavorazione delle olive ha assunto carattere industriale. Ottimi, poi, il vino e i formaggi locali. L'artigianato si basa sulla tradizionale concia delle pelli.
Festa del patrono San Michele l'8 maggio. Fiera il mercoledì prima della seconda domenica di maggio e la prima domenica di agosto.
Vi sono nati: Luigi Aiossa, ministro (secolo IX); Filippo Argirò, Santo; Liborio Argirò, oratore sacro; Francesco Maria Ascone, oratore (1819-1885); Beato Nicolò, cappuccino; Bernardo Condò, teologo dei Minori osservanti;Francesco Della Scala, amministratore; Giacomo Ferrari, latinista; Luigi Ferrari, musicista; Michele Guerrisi, scrittore di storia (secoli XIX-XX); Donato Manferoce, primo presidente di Cassazione (secoli XIX-XX); Domenico Mercuri, antropologo; Francesco Saverio Panetta, panegerista (secolo XIX); Francesco Pepè, militare (1791-1853); Giuseppe Sandulli, giurista; Salvatore Varrone, vulcanologo (secolo XVII); Carmelo Zavaglia detto "Tarpa", poeta dialettale (secoli XIX-XX).