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Delianuova
 

Questo interessante centro, sul quale svetta un gigantesco pino ad ombrello di circa 60 metri di altezza, è nato dalla fusione di Pedavoli e Paracorio il 27 gennaio del 1878.
L'abitato si divide in due nuclei: uno in posizione più elevata (Paracorio), con costruzioni più recenti e moderne, e uno in posizione più bassa (Pedavoli), con abitazioni modeste, ma sicuramente interessanti, fatte di pietra di origine medievale.
Delianuova presenta numerosi palazzi nobiliari dai bei portoni monumentali in pietra locale verde, o in stile Liberty o, ancora, baroccheggiante.
Le sue chiese sono ricche di pregevoli opere d'arte: nella chiesa dell'Immacolata sono custodite una statua marmorea della Vergine, un San Giuseppe (scultura lignea) e una tela dell'Annunciazione, tutte del XVIII secolo; nella chiesa di San Nicola si trova invece una stupenda scultura in marmo bianco del XVI secolo raffigurante la Madonna della Vestizione e una colonnetta portacero del XIV secolo.
Delianuova, boscosa e nota per le limpide sorgenti, è località turistica ideale per la mitezza del suo clima.
In passato era famosa anche per la sua pietra verde, uno scisto attinolitico di colore verde oscuro lucente, a struttura fibrosa, facilmente malleabile (ne vennero ricavati portoni, mensole di balconi e acquasantiere). Qualche artigiano continua tuttora a lavorarla, seguendo fedelmente la tradizione.
Molto importanti le miniere di mica. L'economia si poggia prevalentemente sull'agricoltura, con produzione di olio, castagne, frutta e vino.
Diffuso l'artigianato tessile eseguito dalle donne del paese con antichi telai a mano. Rinomato l'artigianato pasticciero, soprattutto per la produzione di torrone alla mandorla e al miele. Inoltre sopravvive l'ebanistica.
Festa della patrona, la Madonna delle Grazie, la Prima domenica di luglio. Fiera l'ultima domenica di ottobre. Nella stagione, nei dintorni di Delianuova, abbondano i funghi.
Vi sono nati: Antonio Frisina, poeta dialettale (1832/1917); Michelangelo Gangemi, poeta (1830/1916); Felice Soffrè, pubblicista (1861/1927).

 
     
 
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