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Maropati
 

Nella storia della sua fondazione devono esserci, senza alcun dubbio, tracce di una sua origine albanese, a voler considerare i tradizionali e caratteristici costumi, usanze e riti, che Maropati conservò almeno sino al XVII secolo e che a questa ipotesi rimandano. Purtroppo, oggi, di queste originarie espressioni folkloristiche è rimasto ben poco.Fu feudo sino al 1811, momento in cui divenne Comune. Subì i danni causati dal terremoto del 1783. Il centro abitato, sormontato da giganteschi olivi che incombono ovunque, oltre a esempi di architettura spontanea e a qualche pretenzioso palazzotto nobiliare, offre pittoreschi scorci di vita condatina e, sullo sfondo, panorami difficilmente dimenticabili. Dopo la morte di Fortunato Seminara, il Comune ha intitolato a Suo nome una fontanina. Ricordiamo che è possibile ammirare la casa dell'ispiratore del "Realismo Meridionale".Oggi a Maropati esistono molte infrastrutture sportive, di recente costruzione.L'economia si basa sulla produzione di agrumi, cereali, frutta, bozzoli, olio e legumi. Nella vicina frazione di Tritanti è molto sviluppata l'olivicoltura. Infatti, esistono otto frantoi e un sansificio.Il fiorente artigianato tessile è legato al faticoso lavoro di alcune donne che si dedicano alla tessitura di stoffe. I suoi monti contengono granito di ottima qualità, sfruttabile per fini edilizi.Festa del patrono San Giorgio il 23 aprile. Fiera il 13 dicembre. Vi sono nati: Francesco Tedesco, patriota; Fortunato Seminara, recentemente scomparso, che visse qui per sua scelta e fu ispiratore del "Realismo Meridionale".

 
     
 
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